Biancheria intima o intimo o lingerie (il termine francese
lingerie deriva da linge che significa “di lino”) definisce l'insieme di
elementi di vestiario indossati sotto i vestiti.
Per biancheria intima (o intimo) si identifica indifferentemente i capi
femminili che maschili, mentre con il termine lingerie si identificano i
capi prettamente femminili e particolarmente ricercati
Anche il popolo romano, come
testimoniano le costruzioni adibite a terme e palestre giunte fino a noi,
teneva in grande considerazione la cura per il proprio corpo, che lavava,
profumava, massaggiava, e allenava quotidianamente.
L'intimo maschile era costituito dalla subucula o tunica interior, sotto la
quale, a volte, si indossava il supparum a protezione delle gambe e il
subligaculum (anche per le donne), un pezzo di lino, passato tra le cosce e
allacciato intorno alla vita, usato soprattutto da ballerine e atleti,
mentre matrone e senatori non indossavano nulla sotto la tunica; si narra,
infatti, che Cesare, cadendo sotto le coltellate dei nemici, abbia stretto a
sé la toga in un ultimo gesto di pudore.
Gli uomini non tolleravano la vista dei seni femminili troppo grandi o,
peggio ancora, flosci e cadenti (che gli ricordavano i costumi delle donne
barbare), quindi le signore adottavano tutta una serie di accorgimenti atti
allo scopo:
il mamillare era una fascia di cuoio che serviva per appiattire e contenere
la crescita,
lo strophium, come gli odierni reggiseni criss-cross, sosteneva senza
comprimere, mentre, se di seno ce n'era veramente troppo, si ricorreva al
cestus, un corpetto di cuoio morbido, o addirittura ad una specie di
corsetto, che dall'inguine, arrivava alla base del petto (il mito narra che
fu Venere ad inventarlo e a consigliarlo a Giunone, notoriamente prosperosa,
alla quale si deve l'aggettivo giunonica).
Tutti questi accessori suscitavano negli uomini una forte carica erotica, da
qui la nascita del culto feticista per alcuni oggetti.
Le popolazione germaniche, i cosiddetti barbari, avevano usi e costumi molto
rudi e arcaici. Per quel che riguarda la biancheria intima di questi popoli,
frammentarie sono le documentazioni giunte fino a noi: in genere non
portavano nulla che assomigliasse alle odierne mutande, perché, visto che
usavano i pantaloni, le giudicavano superflue. I Goti indossavano a pelle,
una tunica bianca, mentre risulta che i Longobardi usassero un indumento a
protezione dei genitali e, addirittura, camicie per la notte.